12
Feb
Salvafiume

La biodiversità degli ambienti fluviali lucani

Introduzione
Il Fiume
Un fiume, con il suo bacino idrografico, rappresenta un sistema simbolo. Fin dai tempi più remoti, infatti, la presenza di un corso d’acqua ha significato per gli uomini una preziosa fonte di vita ed una facile via di comunicazione, basta pensare alle grandi civiltà del mondo antico che si sono sviluppate lungo i fiumi. Non solo, nel corso del tempo i fiumi sono spesso divenuti anche il simbolo delle manomissioni operate dall’uomo sull’ambiente.
Le loro acque sono imbrigliate per creare riserve idriche per l’agricoltura, l’industria, gli usi civili. Nei fiumi sono riversati, spesso senza trattamenti di depurazione, i liquami e i rifiuti di città e industrie. I fenomeni di escavazione dei fondali e delle sponde, e la scarsa manutenzione degli alvei sono spesso le cause del dissesto geologico del territorio. Il risultato è l’alterazione degli equilibri naturali di molti corsi d’acqua. Così, in estate, le secche sono sempre più accentuate e i fiumi spesso ridotti a rigagnoli, mentre in autunno e in inverno si verificano piene eccezionali, sempre più devastanti e pericolose. È dunque indispensabile promuovere una riqualificazione dei fiumi,per ripristinare le caratteristiche naturali, ridurre i rischi dovuto alle piene e migliorarne la fruizione anche attraverso la diffusione di programmi di sensibilizzazione e di educazione, per una “cultura” della risorsa acqua e per una corretta gestione dei bacini idrici, un patrimonio per le popolazioni dell’intero pianeta. Andare al fiume, osservarne le caratteristiche, le forme di vita, i segni e le trasformazioni nel corso del tempo e gli elementi di degrado possono contribuire a creare un’attenzione nuova e il recupero, o la nascita di una vera e propria cultura del fiume. Conoscere e capire il fiume, estendende lo studio all’intero territorio che raccoglie le acque che lo alimenteno, analizzarlo nella loro complessità, è un primo passo per conoscere e capire i problemi dell’ecologia e i problemi dell’ ambiente di oggi. (Fulco Pratesi)

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L’oro Blu della Lucania
1. Il Basento
2. La fiumara di Atella
3. Il Sinni

1. Il Basento
Il Fiume Basento nasce nell'Appeninno Lucano Settentrionale, scorre da Nord-Ovest a Sud-Est nelle Province di Potenza e Matera e sfocia nel golfo di Taranto; il suo bacino si estende tutto in territorio lucano per circa 1.537 KM quadrati. Dopo un percorso di circa 149 Km sfocia presso Metaponto. Passando dal tratto sorgivo, attraverso il capoluogo di regione, la zona delle Dolomiti lucane, il tratto di Gallipoli-Cognato, la zona materana dei Calanchi e delle piane alluvionali, sino ad arrivare ai Boschi plio-pleistocenici della foce, il Basento presenta una variabilità biomorfologia elevatissima e un grado di conservazione ancora elevato. Tuttavia, sotto il profilo morfoevolutivo, il Fiume, in più punti, fa registrare dati inerenti la qualità delle acque preoccupanti; in più punti la capacità autodepurativa del fiume viene meno. Far conoscere il Basento nel suo tratto sorgivo prima, e nel capoluogo di regione poi, può aiutare il bambino ad acquisire una prima consapevolezza critica della necessità di rinaturalizzazione del suo percorso è di utilizzi rispettosi del bene acqua ormai indispensabili al nostro vivere quotidiano.
2. La Fiumara di Atella
La fiumara di Atella ha origine a Castel Lagopesole - 700 sul livello del mare - e dopo un percorso di 30 km sfocia nel fiume Ofanto. Il corso d’acqua presenta ambienti diversi: ripide rive, gole profonde, una folta vegetazione fluviale, anse e a tratti ampi letti; il tutto protetto da folti boschi di querce. È possibile dividere il suo percorso in due diversi tratti : il tratto che va dalla sorgente fino al ponte di Atella, dove confluiscono gli scarichi dei depuratori comunali e di un polo industriale e la parte successiva, dove la capacita autodepurativa del fiume ripristina accettabili valori biotici. Eppure la fiumara rappresenta, nella gestione del bene acqua in Basilicata, un elemento fondamentale; non a caso all’inizio del ventesimo secolo è stato realizzato, dall’acquedotto lucano-pugliese, un importante ponte acquedotto che fornisce acqua all’assetata Puglia; non a caso la fiumara ospita farfalle in via di estinzione e la Lontra (Lutra lutra)pressoché scomparsa da tutti gli altri ambienti fluviali lucani.
3. Il Sinni
Il fiume Sinni nasce dal monte Serra di Giumenta (gruppo del monte Sirino) e, dopo aver attraversato le province di Potenza e Matera, sfocia nella piana di Policoro. Un tempo navigabile con barche e chiatte, aveva dato origine, nel suo tratto finale, ad uno dei Boschi Planiziari più importanti d’Italia (sino alla riforma agraria del secondo dopoguerra tale bosco si estendeva su di una superficie di 1600 ettari). Tutto ora è cambiato: lo sconsiderato disboscamento delle rive, la mancata regolamentazione delle acque, la costruzione della Diga di Monte Cotugno, hanno completamente alterato il corso del fiume sino a ridurlo all’attuale fiumara. Anche della straordinaria foresta ne rimangono solo poche centinaia di ettari (protetta grazie all’istituzione della Riserva Regionale di Policoro), costantemente minacciate da piani di sviluppo turistico poco rispettosi della necessità di preservazione ambientale. Il Sinni, con la sua diga del Monte Cotugno (la diga in terra battuta più grande d’Europa) e la distruzione di ambienti naturalistici di interesse comunitario (S.I.C.) è il tipico esempio di ipotesi di sviluppo a brevissimo raggio che compromettono, per le popolazioni lucane, possibilità di sviluppo più durature.

Dimmelo e io lo dimenticherò,
mostramelo e io lo ricorderò,
coinvolgimi ed io capirò
(da un antico proverbio cinese)

Una visita in ambiente fluviale permette di:
- valorizzare la relazione uomo
- fiume comprendendo la stretta interazione tra mondo fisico, biologico e comunità umana
- creare intesse per la scoperta della propria identità territoriale
- agire sui vissuti e sulle suggestioni per favorire un approccio personale ai temi e alla scoperta della biodiversità
- favorire il recupero del valore culturale e ambientale del proprio territorio
- comprendere il percorso delle acque dalla sorgente alla foce
- scoprire la differenza tra un ambiente fluviale naturale e quello modificato dall'uomo
- valorizzare l’importanza della risorsa acqua educare all'utilizzo consapevole della risorsa acqua attraverso la comprensione delle relazioni esistenti tra sistemi produttivi e inquinamento delle acque, percorsi naturali dei fiumi e regimazione/ raccolta delle acque, consumi idrici e salvaguardia dell’ambiente
- sensibilizzare al rispetto dell’ambiente e dei ritmi della natura  vivere la natura nelle quattro stagioni dell'anno.

Fondamenti educativi
Saperi
Imparare a conoscere la biodiversità di un ambiente fluviale e il contesto naturale e culturale nella quale è inserito.
Comprendere il valore della risorsa acqua.
Acquisire la consapevolezza che l’uomo è parte integrante dell’ambiente, da cui dipende e su cui influisce (sviluppo sostenibile)
Acquisire conoscenze sulla relazione tra la "qualità delle acque" e i sistemi di produzione industriale e agricolo
Acquisire conoscenze sulla relazione tra la "qualità delle acque " ed urbanizzazione
Comprendere il concetto "Impronta Ecologica dell'Uomo"
Comprendere i cicli della natura e le relazioni tra le varie componenti ambientali.

Percorsi / Laboratori didattici
Il Progetto di Educazione all'ambiente sulla Biodiversità degli ambienti fluviali "Salvafiume" si articola in quattro moduli:
1. il primo modulo prevede, nella prima parte, un Escursione didattica con attività di Laboratorio presso la Sorgente di San Michele; nella seconda parte, presso il Centro di Educazione Ambientale della R. R. WWF “Lago di Pignola”, prevede un approfondimento delle tematiche “toccate” durante le attività in pieno campo e la continuazione delle attività di Laboratorio.
2. il secondo modulo prevede, nella prima parte, un Escursione didattica con attività di Laboratorio presso il futuro Parco Fluviale del Capoluogo di Regione; nella seconda parte, presso il Centro di Educazione Ambientale della R. R. WWF “Lago di Pignola”, prevede un approfondimento delle tematiche “toccate” durante le attività in pieno campo e la continuazione delle attività di Laboratorio.
3. il Terzo Modulo prevede, nella Prima Parte una un Escursione didattica con attività di Laboratorio alla Fiumara di Atella – tratto iniziale – e una visita al Ponte Acquedotto dell’acquedotto Lucano; nella seconda parte un Escursione didattica con attività di Laboratorio nel secondo tratto della Fiumara stessa.
4. il quarto modulo, nella prima parte, prevede un Escursione didattica con attività di Laboratorio alla Diga del Monte Cotugno; nella Seconda parte un Escursione didattica con attività di Laboratorio alla foce del Fiume Sinni ed una Visita guidata alla Riserva Regionale WWF “Pantano di Policoro”;

Inoltre, per dare la possibilità ai ragazzi partecipanti di visionare gli ambienti fluviali lucani nelle diverse stagioni dell'anno, ma anche per consentire ulteriori percorsi di approfondimento in classe su ciascuna delle esperienze proposte, i moduli sono stati ipotizzati lungo tutto l'arco dell'anno scolastico.

  Primo Modulo (dal 10 ottobre al 20 novembre)
    - Parte prima: "La Sorgente di san Michele"
    - Parte seconda: "All’Oasi"
  Secondo Modulo (dal 1 Dicembre al 29 Febbraio)
    - Parte prima: "Il Tratto cittadino del Basento”
    - Parte seconda: "All’Oasi"
  Terzo Modulo (dal 2 Aprile al 10 Maggio)
    - Parte prima: La fiumara di Atella (Primo Tratto) e il Ponte Acquedotto 
    - Parte seconda: La fiumara di Atella (Secondo Tratto)
  Quarto Modulo (dal 11 Maggio al 6 Giugno)
    - Parte Prima : La Diga del Monte Cotugno
    - Parte Seconda : La Foce del Sinni

Giornata conclusiva Una commissione di lavori, costituita da rappresentanti del Sistema Informazione e Formazione dell'Educazione Ambientale della Regione Basilicata - Sistema INFEA -, dall'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Basilicata - ARPAB - e da personale docente, esaminerà i lavori finali, prodotti dalle classi aderenti al progetto, che troveranno posto in un Convegno/Mostra conclusivo, in una pubblicazione cartacea e in un Cd finali da destinare alla divulgazione informativa delle attività.

Carta dei servizi
Accoglienza
- Accoglienza di un numero di bambini proporzionato al numero di operatori C.E.A. Novaterra
- Predisporre l'itinerario in funzione dell'età dei ragazzi e dei programmi dei cicli scolastici
- Definizione, prima della visita, con gli insegnanti degli obiettivi educativi e del programma da realizzare in classe
Sicurezza
- Assicurazione di responsabilità civile
- Rispetto delle norme sanitarie e di sicurezza
- Presenza di un piccolo pronto soccorso
- Verifica con il corpo insegnante della presenza di bambini con eventuali allergie o intolleranze, in modo da prevenire situazioni a rischio

Prenotazioni
Le classi che vogliono partecipare al progetto devono prenotare presso il C.E.A. della Riserva Regionale WWF "Lago di Pignola"
tel. 0971-486142, cell. 392-1150252 oppure 347-5168091
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.