03
Giu
Riserva

Il lago di Pignola, situato a 750 metri s.l.m. al centro di una pianura posta all'interno del comprensorio montuoso Sellata Volturino, costituisce una Riserva Naturale Regionale istituita con DPGR n. 795/84 su 155 ettari, ed iscritta nell'elenco ufficiale delle aree protette presso il Ministero dell' Ambiente.
La sua gestione viene affidata al Wwf Italia che dal 2002 vi opera attraverso la Cooperativa NovaTerra con una serie di iniziative ed attività rivolte a valorizzare, promuovere e conservare tale territorio. La sua importanza a livello nazionale ed internazionale si evidenzia con gli appellativi di zona SIC (Sito di Importanza Comunitaria), ZPS (Zona a Protezione Speciale) ed Area RAMSAR (Convenzione internazionale sull'importanza delle zone umide). Nel 2007, anno in cui nasce il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano, il Lago di Pignola ne viene tagliato fuori dal perimetro per discutibili interessi ed arretrati pareri locali. Ciò nonostante la Riserva costituisce la naturale porta nord di accesso al Parco Nazionale, sia dal punto di vista geografico-naturalistico che per i flussi turistici logisticamente confluenti all'area dalla vicinissima Ss Basentana e dalla Tito-Brienza.

Le prime notizie storiche descrivono il lago di Pignola seu vigniola dovizioso di caccia di volatili [...] ove si pescano capitoni e tinche in abbondanza. Il luogo, frequentato dall'uomo sin da epoche remote, venne utilizzato in periodi più recenti per il pascolo delle greggi transumatiti. Più puntuali descrizioni naturalistiche si devono al medico naturalista Emilio Fittipaldi che agli inizi del Novecento annotava la presenza della lontra, Lutra lutra. L'eminente botanico Orazio Gavioli nel 1934 erborizzò sistematicamente il lago e le aree adiacenti redigendo un nutrito elenco di specie rare e tipiche della zona umida. L'area è gestita del 1989 dal punto di vista naturalistico dal WWF Italia che ivi svolge attività di tutela del biotopo e della biodiversità.
La stabilità ambientale assicurata dall'applicazione delle norme di tutela e salvaguardia emesse con l'istituzione della riserva naturale, la diversa profondità delle acque, la presenza di prati mesofili a contatto con le aree coltivate ed i boschi circostanti, hanno contribuito all'instaurarsi di una copertura vegetale ricca e varia e un differenziamento di nicchie ecologiche, che hanno reso il lago uno degli ambienti regionali a maggiore diversità biotica. Ai prati mesofili ricchi di specie igrofile ma anche arvensi, ruderali e femorali provenienti dagli ambienti circostanti e ad una fascia di specie arboree ed arbustive con prevalenza di salici, pioppi neri ed ontani fa seguito una flora ad idrofite radicate ed alofite tipiche degli specchi lacustri, che si rinviene non solo lungo le sponde, dove forma una cintura più o meno continua, ma anche sugli isolotti.
Le idrofite radicate costituiscono il Potamogetonetum lucentis con aggruppamenti a Potamogetum pectinatus ed a Cerathophyllum demersum e Myriophyllum spicatum in presenza di acque non stagnanti e, una facies a Polygonum amphilibium sui rilievi del fondale affiorati quando l'acqua raggiunge livelli minimi. Nella parte più esterna, laddove il livello dell'acqua è minimo o assente sono predominati i popolamenti a Phragmites australis mentre quando l'acqua diventa più profonda o si ha un maggior ristagno idrico prevale Typha angustifolia, talora frammista alla salterella, Lytrum salicaria, che con i suoi fiori rossi arricchisce i colori del lago nel periodo estivo. Le zone perennemente inondate con substrati melmosi e asfittici vedono la presenza diffusa di Schoenoplectum lacustris e laddove il substrato è sabbioso o ciottoloso di Eleocharis palustris.
Il tifeto ed il fragmiteto lasciano talora ampi spazi occupati prevalentemente da popolamenti del Magnocaricion e degli Juncetalia a Carex flacca, Carex otrubae, Juncus conglomeratus, Juncus subnodulosus, arricchiti da altre specie igrofili quali Alisma plantago-acquatica, Menta suaveolens, Epilobium irsutum, Sparganium erectum, Iris pseudocorus, Eupatorium cannabinum.
Il numero di specie animali presenti in questi ambienti non è attualmente calcolabile, ma sicuramente sono diverse centinaia per quanto riguarda solo insetti. Uno studio entomologico ancora in corso ha consentito, infatti, il censimento nel biotopo di 410 specie di lepidotteri e quasi mille specie di coleotteri con la descrizione e segnalazione di una specie nuova per la scienza, Tychus angelinii (G. Sabella, R. Poggi, Revisione dei Tychus L. del gruppo Florentinus R. con descrizione di una nuova specie- Coleoptera, Pselaphidae, Annali del museo Civico di Storia Naturale, Vol. XCI, Genova, Pantograf, 1997). Tali comunità, assai meno vistose rispetto quelle degli uccelli e di altri vertebrati, sono in realtà molto importanti perché rappresentano i migliori indicatori dello stato di salute e conservazione del territorio.

La fascia ad alofite è l'ambiente di elezione di molti Vertebrati perché ospita stabilmente o per la sola ovodeposizione numerosi Anfibi anuri ed urodeli tra cui due specie di tritoni, ma soprattutto Uccelli. Sono 158 la specie di Uccelli censite nelle diverse stagioni delle quali 37 nidificanti nell'area del lago che si propone come una delle più importanti stazioni per la sosta e riproduzione dell'avifauna. Sono stati osservati mentre sorvolano il lago durante il doppio passo annuale con le tipiche formazioni a V, numerosi stormi di gru, Grus grus, che volando con il collo teso diffondevano il loro caratteristico grido. Ogni stagione offre particolari suggestioni: lungo i prati allagati e le rive fangose dei 155 ettari sosta durante l'inverno una nutrita popolazione di Anatidi e Rallidi: canapiglie, volpoche, moriglioni, mestoloni, fischioni, alzavole, morette, codoni, folaghe, gallinelle d'acqua. In in primavera ed in estate i colori cambiano rinnovando i versi del cannetoi: non è raro osservare coppie di svasso maggiore, Podiceps cristatus, far precedere l'accoppiamento da complicate e bellissime danze di corteggiamento, il tuffetto, Podiceps ruficollis, simbolo della riserva, mentre compie immersione e spostamenti subacquei notevoli, il caratteristico nido del pendolino, Remiz pendulinus, il volo maestoso con battute d'ali lente e profonde dell'airone cenerino, Ardea cinerea, e di altri trampolieri come la garzetta, Egretta garzetta, con il suo magnifico piumaggio sull'occipite e sul dorso, la sgarza ciuffetto, Ardeola ralloides, la spatola, Platalea leurocodia, l'airone bianco maggiore, Egretta alba, uccelli dal lungo collo e dalle esili zampe osservabili con individui isolati mentre cacciano rane e pesci o in stormi quando sono appollaiati sulle piante. Sono pure frequenti gruppi cospicui di Caradriiformi come pavoncelle, piro-piri, pittime e il Cavaliere d'Italia, Himantopus himantopus, elegantissimo uccello dall'inconfondibile colore bianco e nero ben contrastato, nonché rapaci diurni come il falco di palude, Circus aeruginosus, l'albanella, Circus pygargus, la poiana, Buteo buteo, il nibbio reale, Milvus milvus, e il nibbio bruno, Milvus migrans. Presso l'oasi naturale è presente anche un CRAS (Centro di Recupero Animali Selvatici) ed è attivato il Centro Studi per la Biodiversità con il compito di monitorare e studiare gli habitat e le specie presenti sul territorio protetto della regione. Il CEA (Centro di Educazione Ambientale) propone poi, alle scuole e ad una vasta gamma di fruitori, una serie di attività didattiche quali Percorsi natura, laboratori ludico-ambientali, proiezioni interattive, degustazione di prodotti tipici e biologici come il miele o le tisane.